ProjectShelf: ho pubblicato un’app macOS open source per tenere in ordine i repository Git
Ho pubblicato ProjectShelf, una piccola app macOS open source per analizzare e tenere sotto controllo i repository Git presenti nei workspace locali.
ProjectShelf: un posto unico per i miei repository locali
Ho appena pubblicato su GitHub ProjectShelf, una piccola app desktop open source per macOS nata da un problema molto concreto: tenere sotto controllo i repository Git che si accumulano nel computer.
Quando si lavora su più progetti, è facile ritrovarsi con cartelle che non si ricordano più, branch lasciati a metà, modifiche locali non committate e repository clonati per una prova veloce che poi rimangono lì per mesi. Aprire ogni progetto uno alla volta per capire in che stato si trova non è un’attività particolarmente interessante.
ProjectShelf nasce per rendere questa ricognizione più immediata.
Cosa fa ProjectShelf
Si sceglie una cartella e l’app cerca i progetti Git presenti al suo interno. Per ogni repository mostra una sintesi utile per capire rapidamente cosa sta succedendo:
- lo stato del progetto in base all’ultima attività;
- lo stack tecnologico riconosciuto;
- il branch corrente;
- la presenza di modifiche non committate;
- il remote Git configurato e la presenza di commit non inviati;
- la dimensione del progetto;
- un’indicazione di sicurezza prima di rimuoverlo localmente.
Sono disponibili anche filtri per vedere solo i progetti modificati, quelli senza remote o quelli che possono essere recuperati. Da ogni scheda si può inoltre aprire il progetto direttamente in Finder, nel Terminale o in VS Code.
L’obiettivo non è sostituire Git. È avere una vista d’insieme prima di decidere dove lavorare, cosa archiviare o quali cartelle possono essere eliminate senza sorprese.
Un’app locale, senza servizi esterni
Per questo progetto volevo mantenere una superficie tecnica piccola e soprattutto locale.
ProjectShelf è costruito con:
- TinyJS, per la finestra desktop nativa;
- JavaScript, HTML e CSS, senza un framework frontend;
- Git CLI, usato per leggere lo stato dei repository.
Non ci sono Electron, server HTTP, database o servizi cloud. I dati dei repository restano sul computer e l’app salva soltanto le preferenze locali necessarie al suo funzionamento.
Per uno strumento che deve semplicemente aiutarmi a capire cosa ho sul disco, questa scelta mi sembra importante: niente account, niente sincronizzazione obbligatoria e nessun dato da inviare a un servizio esterno.
Anche in italiano
L’interfaccia supporta italiano e inglese. La lingua viene rilevata automaticamente dal sistema, ma può essere cambiata dalla barra superiore.
È un dettaglio piccolo, però fa parte dell’idea generale del progetto: una utility semplice, veloce da aprire e comprensibile senza aggiungere complessità dove non serve.
Perché l’ho pubblicato open source
ProjectShelf è nato come uno strumento personale, ma il problema non è necessariamente personale. Chi lavora con molti progetti, clona spesso repository o alterna sviluppo e attività operative può ritrovarsi facilmente nella stessa situazione.
Pubblicarlo su GitHub significa rendere il progetto verificabile, permettere ad altri di adattarlo alle proprie esigenze e raccogliere eventuali idee per migliorarlo. La repository è distribuita con licenza MIT, quindi può essere studiata, modificata e riutilizzata con poche restrizioni.
Questa è la prima release open source, non il punto di arrivo. Mi interessa capire quali informazioni siano davvero utili nella gestione quotidiana dei repository locali e quali funzioni possano rendere più sicuro il lavoro di pulizia e archiviazione.
Dove trovare il codice
Il codice sorgente e le istruzioni per lo sviluppo sono disponibili nella repository:
➡️ github.com/alesiestu/ProjectShelf
Se lavori su macOS e hai una cartella piena di repository che meritano una ricognizione, ProjectShelf è nato esattamente per questo.
Per una consulenza o una verifica della tua situazione: