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La tua azienda è davvero al sicuro? 7 controlli che quasi nessuna PMI fa

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    Alessandro Iannacone
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Se oggi un attacco bloccasse i tuoi sistemi, sapresti con certezza cosa fare nelle prime 2 ore?

Nella maggior parte delle PMI la risposta onesta è: "Non del tutto".

Il problema non è la mancanza di tecnologia. Il problema è che alcuni controlli base non vengono mai verificati davvero.

In questa checklist trovi 7 controlli essenziali da fare subito, in linguaggio semplice e orientato al rischio reale.


1) Accessi: chi entra davvero nei sistemi

Domanda chiave: ogni utente ha un account personale oppure esistono ancora accessi condivisi?

Rischio: con account condivisi non sai chi ha fatto cosa e diventa difficile bloccare rapidamente un accesso pericoloso.

Conseguenza concreta: in caso di incidente perdi tempo critico e aumentano danni e costi di fermo.


2) Password e MFA: quanto è facile entrare

Domanda chiave: l'accesso ai servizi critici richiede anche MFA, oppure solo password?

Rischio: una password rubata può bastare per aprire la porta ad email, VPN o gestionale.

Conseguenza concreta: un attaccante può muoversi nei sistemi senza essere notato per ore o giorni.


3) Backup: esistono davvero e funzionano

Domanda chiave: i backup sono separati dai sistemi principali e sono stati testati negli ultimi mesi?

Rischio: backup presenti ma non ripristinabili quando servono.

Conseguenza concreta: fermo operativo prolungato, perdita dati e impatto economico immediato.


4) Accessi remoti e VPN: aperti solo a chi serve

Domanda chiave: gli accessi remoti sono limitati per ruolo, orario e necessità reale?

Rischio: accessi troppo ampi o lasciati attivi nel tempo aumentano la superficie di attacco.

Conseguenza concreta: un account compromesso può diventare un ingresso diretto in rete aziendale.

Se vuoi, questo è uno dei punti che verifico subito in un check di sicurezza iniziale per PMI.


5) Firewall: regole aggiornate o eredità del passato

Domanda chiave: le regole sono state revisionate di recente o sono le stesse di anni fa?

Rischio: porte e servizi lasciati aperti senza motivo reale.

Conseguenza concreta: aumenti le possibilità di intrusione e riduci la capacità di contenimento.


6) Dispositivi e aggiornamenti: cosa è fuori controllo

Domanda chiave: sai esattamente quali PC, server e apparati sono attivi e se sono aggiornati?

Rischio: dispositivi non censiti o non aggiornati restano punti deboli invisibili.

Conseguenza concreta: un solo sistema vulnerabile può compromettere tutto il resto.


7) Piano di risposta: chi fa cosa quando succede un incidente

Domanda chiave: esiste una procedura semplice con ruoli chiari per le prime azioni da fare?

Rischio: nel momento critico tutti agiscono senza coordinamento.

Conseguenza concreta: ritardi, decisioni sbagliate, impatto reputazionale e costi più alti.


Come leggere il risultato della checklist

Se hai risposto "non lo so" o "non sempre" a 2 o più punti, vale la pena fare una verifica strutturata.

Non per creare allarme, ma per definire priorità reali, interventi sostenibili e tempi chiari.

Per approfondire il contesto generale puoi leggere anche:


Vuoi una verifica concreta della tua esposizione?

Se vuoi capire in modo rapido dove sei davvero esposto, puoi richiedere un check di sicurezza iniziale pensato per PMI.

Richiedi una verifica di sicurezza.


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